Il fenomeno della “pizzica che spazza la Pizzica” è quasi al culmine. Chi dovrebbe fare qulcosa fa finta di non sentire e, paradosso, chi dovrebbe stare sul palco ingaggia impari lotte per il riconoscimento di basilari diritti. Ma andiamo con ordine. Nel 2003 un batterista famoso fa scempio di un po’ di brani, ma lo fa con la consapevolezza di un rocker, di un rastaman latente, di uno che sa quel che fa e non inventa storie. Nel 2004 arriva lui, l’uomo che, ai tempi, pensavo risolvesse tutto. Sparagna è un grande, dicevo, sistemerà un bel po’ di cose. E invece? E invece nisba. Una sfilza di luoghi comuni musicali, vergognosi arrangiamenti, intervalli da terza media, melodie banalissime, esecuzioni semplicistiche, groove pari a zero, batteria punk (il police la suonava meno invasiva), organetti (ridimensionati, questo si, rispetto al 2004) da tricordo, considerazione per le tradizioni estranee alla “pissica pissica” pari a zero, esasperazione dei due accordi e… e continuerei per un paio di blog altri.
Poi aggiungiamo i superospiti, per crità, gente in gamba, si… ma non si puo’ basare un appeal su i vari Lucio Dalla, Carmen Consoli e Piero Pelù. Ottimi artisti, si, ma, a parte la finta storia della Consoli, che dovrebbe ridimensionare le cose che afferma, hanno ben poco a che fare con la salvaguardia di una tradizione.
La notte della taranta ha la RESPONSABILITA’ di rappresentare il rilancio di una serie di tipologie (termine di comodo, e ci potrebbe stare, TARANTA) che copre mezza Italia. Lo dovrebbe fare rispettando le linee guida e le NON NOMENCLATURE definite da uno scrupoloso lavoro di ricerca sui territori, cosa che tralatro dovrebbe fare l’istituto Carpitella e che puntualmente… non fa. La notte della taranta ha la responsabilità di ESCLUDERE A PRIORI gli sputtanamenti della moda del momento e di creare una base solida su cui ogni appassionato di musica tradizionale potrebbe riconoscersi. La notte della taranta dovrebbe essere aperta al dialogo e mettere a disposizione il proprio programma di ricerca (inesistente, praticamente) per ben definirlo, renderlo vario, rispettoso e con riferimenti ben precisi.
Ma il fatto più eclatante è tutta la struttura del carrozzone della notte della taranta. Centinaia di migliaia di euro spesi per fumo (no, non buono) e sputtanamenti, e nemmeno un centesimo per la ricerca, la tutela e l’investimento.
Ma il fatto più eclatante è la “presa della bastiglia” e l’elevazione a “Taranta”. E la musica siciliana? E quella calabrese? E le ricerche con le palle? E il cantautorato sui canoni tradizionali? Che è antipatia?
Ma il fatto più eclatante è il rifiuto al dialogo. “Nei modi e nei tempi giusti”, qualcuno mi scrisse. Cazzo, ma che facciamo giochiamo??? Pizzicata.it è anni che vuole concludere un’incontro. E’ anni che si confronta APERTAMENTE su un FORUM pubblico e frequentato da CENTINAIA di appassionati e addetti del settore. Ora basta però.
Ma il fatto più eclatante sono i musicisti che ci vanno a suonare, alla notte della taranta, che, non li capisco, continuano ad adulare un “festival d’immagine” volto a danneggiare loro e la loro terra.
Ma il fatto più eclatante è che Sparagna è pur sempre un professionista, e se gli dicono di fare “A” lui fa “A”.
Ma il fatto più eclatante è il sentirsi dalla parte della ragione.
Ma il fatto più eclatante è la mancanza di rispetto.
Ma il fatto più eclatante è che la moda passerà… e poi? Il pugno di fumo. No, non buono.
Ma il fatto più eclatante è il concentramento dei poteri decisionali che, a poco a poco, sono andati a finire tutti in una persona. No, Sparagna non c’entra…
NB: per postare usate il topic nella home, dove specifico “per i commenti usate questo” che sto tiscali mi ha rotto le palle.