Finìu gia?

17 Settembre 2007 2 commenti

Trascinasi fino all’ultimo istante utile l’afa agonizzante agostina, il morente Estate continua a regalare piacevoli istanti. Morsi di zanzare, ascelle sudanti e puzzolenti, pesche mollicce, birra ghiacciata, congestioni e tanti altri memorabili pleasure moments. La patente scade. Ci facciamo vecchietti a poco a poco… ci penso da quando il buon vecchio Liolà (Marco di Cutrofiano… ndr) ha messo nella copertina del dvd una foto dove m’intravvedo in secondo piano: sembro un anziano cantore!

Prosegui la lettura…

Letterina a GLPRESS.

18 Giugno 2007 1 commento

Letterina d’inizio estate per GL press.

Oggetto: e non ti quieti e ti ‘nni va a jucari o circulu a carti? Puru pirchì ci su na maniata di carusi, non necessariamenti figghi/niputi/figghiozzi, chi avissuru a inzari a travagghiari a na manera chiù frisca.

G(iuseppe)L(lazzaro)Press…

Tempo fa ebbi a dire della comicità del Blog in questione. Si, più che un giornale on line, è chiaramente un Blog dove il “blogger” G. L. scrive suoi personali pareri su spunti di fatti accaduti nel “capodorlandino” mininterland. Gia qua la prima fesseria, anzi, le prime fesserie: “Benvenuti nel giornale online dedicato al sud italia Glpress.it . Buona lettura!”

-Non è un giornale. E’ un blog. Ai voglia d’iscrizioni e competenze. Da quel che soggettivamente ne capisco è un blog.
-Non è dedicato al sud Italia (Italia). Ma solo ad una millesimale sua parte. Non ho mai letto un articolo sul piano d’intesa tra Regione Molise e Governo per la localizzazione delle discariche speciali. No. A meno che non ci sia intramato qualche orlandino. O qualche abitante dell’interland. Interland di che… poi…

Basta poi leggere le odi alla classe politica orlandina attuale e gli “insulti”, quasi “personali” verso gente che, evidentemente, risulta antipatica al Blogger G. L. per rendersi conto dell’ambiente dello spazio, tralaltro pieno di tracking cookies… invito ad attivare il firewall quando si naviga su glpress.

Anche sulla Gazzetta ricordo certi articoli assurdi, al limite della denuncia, in bilico tra sputtanare una persona e auto innalzarsi a “press scout” de “noiartri”. Patetico.

Io lo leggo, ma, ci tengo a precisare che il mio approccio non è di livello “informativo”. No, piuttosto comico/ludico. Tipo un Zelig, va. Invito tutti, sempre a mio personalissimo e modesto parere, lo specifico, a prendere con le pinze, non tanto il succo della notizia (in 90 anni di “mestiere” qualcosa esce, sisi), ma il modo “di parte”, soggettivo, personalissimo, ai limiti della minchiata e infantilmente anziano nel fare capire, almeno nel mio personalissimo caso, l’emiliofedismo di uno stile professionale palesemente e ridicolarmente di parte. Voler imporre un parere è poi comunque una brutta cosa. Spero sia chiara la soggettività del mio intervento.

W i blogger, comunque, sia chiaro, ma che, pur iscritti dove iscritti, o professionalmente impegnati per scrivere i temini su locali inserzionistici aggrumati di carta, non abbiano pretese “giornalistiche” idealizzate e miranti a semplice, pura e vergognosa propaganda. Non sempre, ovvio, ma, sempre a mio personalissimo e sindacabile parere ( :) ), spesso è così… o meglio, spesso la interpreto così, la cosa…

Sperando di non essere “stato arrestato per contrabbando di Opossum dal Bengala in combutta con l’opposizione orlandina durante una colazione a base di granite fiacche e bambini glassati che rapinavano banche in abiti da donna firmati Pierre Cardin”, soprattutto a mia insaputa, e sperando di non vedere mai pubblicata una mia foto segnaletica (rubata dagli archivi di Mirabilandia, al padiglione dei Cowboy), invio, dal mondo “glocal” dal quale vedo, leggo e mi faccio le mie idee, “Distinti Saluti”… sicuramente ricambiati.

Riferimenti: Il blog/giornale.

Vincenzo: "Chi cazzo sono io per spiegare la vita?"

22 Maggio 2007 1 commento

Non c’è niente da fare… nel ’96 ho iniziato e non credo di smettere più. Amare il teatro e farne (seppur in maniera modestissima) parte è forse una delle soddisfazioni più grandi che il sottoscritto possa avere. L’avventura tutt’ora in corso con la C. T. L. Nebros è forse il progetto “artistico” o “culturale” a cui tengo di più e che sento “mio” per una serie di motivi tecnici e sentimentali… ma aver avuto la possibilità di musicare, insieme al mio amico Stefano, lo spettacolo “Mente/Esprit – il Sogno” mi ha dato tanto. Fanculo i clichée dello “sperimentale”, del “capire”, del “comprendere”… e benvenuta cultura dell’emozione.

Complice il Pampero, dico a te Vincenzo, invecchiato mi dicesti: “Ma che vogliono capire! Chi cazzo sono io per spiegare la vita? Cerco di fare emozionare, e se il pubblico si emoziona lo spettacolo ha successo, mica la gente deve capire…”.

FUM, ONDA ENERGETICA, AHOSHOKOHOKEN, SHINKU HADOKEN, CHIDORI E RASENGAN!

FLASH!, insomma. Va.

He si, caro Vincenzo… grazie per gli splendidi momenti. Grazie per avermi fatto camminare scalzo, grazie per avermi pittato la faccia di bianco, che il mimo dei grandi magazzini sembravo. Gazie per aver parlato ininterrottamente per 6 giorni. Grazie per averci accolto, da Pisa a Dijon, passando per il Salento. Grazie per aver ridimensionato la voglia di “comprendere”… prima vengono le emozioni. Il “capire” è relativo, e, a volte, prettamente inutile. Il progetto “Mente/Esprit” ci ha coinvolto alla grande ed il seguito, ne sono sicuro, sarà ancora più emozionante. Saluta le “bimbe”, ci vediamo a Pisa per il Malastrana, con lo stesso spirito, ma con rinnovato vigore scenico e, il tempo è utile, più presente energia musicale.

Yo!

5 Aprile 2007 2 commenti

Io non ho parole, Carlo si. Ecco quello che ha scritto.


Quattro pareti e un paio di volte a stella…

Una porta, quattro pareti e un paio di volte a stella, magari unite con una buona cucina, spesso possono bastare a fare un buon locale dove mangiare. Non bastano di certo a trasformare quel “posto” in un “luogo” dove ci sente a casa, dove si passano lunghissime serate a chiaccherare e cantare, dove ci si da’ appuntamento con gli amici più cari, e dove il primo degli amici lo trovi proprio dietro la porta della cucina. Per fare un “luogo” del genere ci vuole una persona eccezionale.
Franco era la persona eccezionale…spendida ed eccezionale. Chiunque abbia almeno una volta frequentato il “luogo” che ha creato a Presicce, ha potuto assaggiare attraverso la sua viva e sangunea passione la bellezza del canto tradizionale, ascoltando quasi di soppiatto da dietro la porticina della cucina, mentre spignattava fra i fornelli de “Le Calandre” e cantava insieme alla madre e alla zia.

Ma Franco non era solo una voce e una mano che suonava con potenza il tamburello: le chiacchere con lui, la passione per il suo lavoro e per quello che era riuscito a creare con sua moglie Mimina, le battute sferzanti che non guardavano in faccia a nessuno (tantomeno ai “grandi nomi” della musica popolare), la generosità verso gli amici così come verso gli ultimi venuti erano per noi che l’abbiamo frequentato assidumente una fonte di gioia di vivere, di bellezza schietta e sincera, e di profondo legame ai valori morali spesso oggi dimenticati.
Era Franco il nostro “luogo”…che intorno ci fossero quelle quattro pareti e due volte a stella fatte a sua immagine e somiglianza, o le mura del santuario di San Rocco a Torrepaduli, o le sedie poggiate davanti la chiesa di Santa Marina a Ruggiano, stare con lui era sempre un ristoro.

Ieri, 3 Aprile 2007, si sono celebrati i funerali del nostro amico Franco, strappatoci via a solo 39 anni da una malattia violenta e crudele. Per le vie di Taurisano, si è mosso un corteo preceduto da suonatori di tamburello, che percuotevano con rabbia le pelli bagnate da una pioggia sottile e incessante.

Ci rimane tutto quello che abbiamo imparato da Franco in questi anni: ci rimane l’aspirazione di essere come lui capaci di ricreare quel “luogo”. Ci rimane la certezza che lui ci aiuterà a farlo, perché tutto quello che Franco ha creato dopo una vita di lavoro e fatica, non può e non deve andarsene. Almeno in questo, possiamo scegliere di fare qualcosa.

Collaborazioni: concerti futuri.

13 Marzo 2007 Nessun commento

Ricco di collaborazioni il futuro prossimo. Posto appuntamenti.

Leone Marco Bartolo con Claudio Miggiano
11 marzo: Torcito – Cannole (Le); 16 marzo: Lulu’s – Maglie (Le); 19 marzo: Muro Leccese (Le); 24 marzo: Scorrano(Le).

L’ombra di Peter – teatro sperimentale.
14 maggio: Astragali Teatro – Lecce; 18 maggio: Teatro Comunale – Sannicola (Le); 20 maggio: Chiostro – Galatina (Le).
Emanuele Coluccia: sax soprano; Leone Marco Bartolo: chitarre e voce; Stefano Calò: Chitarre e Oud.

(aggiornato al 19/03/2007)

Votantonio, votantonio e votantonio.

21 Febbraio 2007 2 commenti

Ultimamente mi è capitata una cosa strana.
Premessa: frequento un paio di forum tematici.
La suddetta accennata strana cosa consiste nel ricevere richieste di voto che manco la DC negli anni ’80. Illustro i fatti e il contesto: gente che ci si conuscicchia di microfama e per “amicizie” comuni chiede esplicitamente voti per pseudo concorsi musicali on-line. Io l’annovero tra lo spamming. Ora, il concorso servirà sicuramente a fare vincere i pezzi fatti da chi ha più amici / conoscenti collegati alla rete. Mica serve a premiare i pezzi più randomizzatamente scaricati? Mi sembra tipo il Grande Fratello, quando si vedono i manifesti con la scritta: “Vota Pasquale al 44481!!!” con la faccia del tale in bella mostra… perchè? Puo’ essere che i pezzi siano belli veramente e che meritano, e allora perchè chiedere voti? Esplicitamente? Perchè non informare semplicemente del concorso e poi uno se vuole loggarsi e votare lo fa e basta? Ma questo è niente in confronto al problema etico del “fare markette dentro un forum tematico” o del problema pratico: “più lo chiedi peggio è”.

A posters l’ardua scemenza.

La sagra del suino o il suino della sagra?

4 Gennaio 2007 Nessun commento

Per fortuna il neonato food care della neo moda decennale dell’esotico suino nero (non certo tradizionale, ma almeno tipico) è solo una millesimale parte delle prelibatezze nostrane. La moda impone di cavalcare, in attesa di qualche altro capro espiatorio, l’ondata dell’orgoglio porcello… l’importante è non esagerare con l’idolatria suina e tenere ben a mente quali sono le reali priorità socio/culturali e pensare alla sagra per quello che è realmente: un’abbuffata aggratis di carni di terza scelta di un compra/vendi dubbio condita da qualche bancarella e dal tripudio goliardico di quasi forestieri del comprensorio che gridano, come qualcun’altro poco tempo fa, al miracolo sicilitaliano. Magari in piccolo. E solo per i suini. Ribadisco che a mio modesto avviso non bisogna dare troppo carburante alla cosa: che la si faccia in piena libertà, si. Ma che si prenda coscienza delle reali priorità per un rilancio sociale, culturale, turistico ed economico completo che passi per cose serie e durature.

Bon appétit.

Folk combat rock etno cajun country metal pop classic polka sound system.

10 Novembre 2006 5 commenti

Diretta evoluzione? Mmm, secondo me la diretta evoluzione si spiega col pensiero espresso da Daniele Vigna, un artista che ammiro molto, su un forum di pizzicata.it:

Credo che sia doveroso intraprendere due strade,
La prima è quella di ricercare e tutelare i canoni popolari che sono giunti fino a noi e soprattutto conoscerli e sviscerarli a fondo.
La seconda è proprio quella di elaborare questi moduli, ma non su gli stessi pezzi fritti e rifritti del repertorio popolare,ma di creare lavori nuovi che ne mantengano la stessa atmosfera, lo stesso sapore
.”

Poi è lecito mischiare, ma non è “evoluzione”, è fusione di generi, pacianca più o meno bella, contaminescion agricola… ma l’evoluzione si fa tenendo non solo lo stesso spirito… ma anche i tratti tecnici necessari a non far apparire snaturata una cosa.

Se Picaciù si fonde con Ciarisard mica si evolve… diventa n’altra cosa.

Picaciù si evolve in Raiaciù… che è giallo, a strisce e fa sempre le scosse epilettiche…

Potrei fare l’esempio con Dragon Bol: un Saian si evolve in Super Saian… con la fuscion o con i Potara (gli orecchini di Caiò) invece si mischia tutto. E’ na cosa diversa. No? :)

Quindi ci tengo ad affermare in tranquillità che mischiando non si evolve niente. Si puo’ migliorare o peggiorare in senso largo, ma al prezzo di snaturare le parti originali. Non è na cosa brutta mischiare, non ne parlo come se lo fosse, ma è un’altra cosa parlare di evoluzione. L’evoluzione non significa mescolanza; affermare che “mischiando si evolve” o, ancora peggio, usare sta “filosofia operativa” in una formazione di riproposta, o analoghe visibili band, a mio avviso porta danni grossi.
Riferimenti: Il topic ed i relativi post di pizzicata.it

Tran(s) Tran(ce). Il solito.

22 Settembre 2006 2 commenti

Corroborante, onomatopeico volgersi di tuonanti lunati semimesi all’aperto e a petto nudo. Ora basta. I sofficini fritti dell’inverno di sera d’avanti a un DVD cinematografico ci faranno rimpiangere le sere “lavorative” d’avanti IGT rossi profumati e filetto di argentina appena scottato. Saranno i sofficini il “leit motiv” della preparazione della nuova stagione? Minchia, st’anno, in Sicilia dico, soprattutto, è stato proprio bello, gia prepariamo il prossimo affondo in modo mooolto più organizzato, perchè la voglia (di chi ascolta) c’è. Per fortuna! Purtroppo si assiste sempre di più ad un appiattimento della cultura popolare… ma che fare? Tarpare e segare le mani a chi dice minchiate? Chissà quante ne dico io su cose che nemmeno conosco… e allora? Allora, io, personalmente, mi rimbocco le maniche e cerco di essere chiaro, come spero di aver sempre fatto, nel preparare un programma (assieme, ovviamente al dottor Egi) che con sempre più pezzi inediti (dopo il 60% di questa stagione, arriveremo al 90% la prox) cerchi di rispettare in maniera compositiva e concettuale i canoni delle tradizioni salentine e nordestisolane. Oltre a alla costante cantautoriale e (consentitemi il parolone, giusto per dare l’idea) poetica: nel senso dell’uso di sillabazioni e divisioni metriche, figure retoriche, suddivisioni di versi, particolari; oltre che canzoni a metrica libera. Senza pretese, per carità, ma convinto di fare una cosa bella e che non intacca quello che è gia stato fatto in un contesto, per fortuna o purtroppo non ha importanza, impensabile ai giorni nostri. E poi, sta parlata chi tantu m’ispira e mi inchi, puru quannu scrivu o penzu (pirchì penzu ‘n luncitanu, iò, sempri), chista no chi na lassu… ora pi mai.
Eccolo il leit motiv, altro che sofficini findus…

La notte della taranta: dubbi legittimi e responsabilità.

20 Luglio 2006 Nessun commento

Il fenomeno della “pizzica che spazza la Pizzica” è quasi al culmine. Chi dovrebbe fare qulcosa fa finta di non sentire e, paradosso, chi dovrebbe stare sul palco ingaggia impari lotte per il riconoscimento di basilari diritti. Ma andiamo con ordine. Nel 2003 un batterista famoso fa scempio di un po’ di brani, ma lo fa con la consapevolezza di un rocker, di un rastaman latente, di uno che sa quel che fa e non inventa storie. Nel 2004 arriva lui, l’uomo che, ai tempi, pensavo risolvesse tutto. Sparagna è un grande, dicevo, sistemerà un bel po’ di cose. E invece? E invece nisba. Una sfilza di luoghi comuni musicali, vergognosi arrangiamenti, intervalli da terza media, melodie banalissime, esecuzioni semplicistiche, groove pari a zero, batteria punk (il police la suonava meno invasiva), organetti (ridimensionati, questo si, rispetto al 2004) da tricordo, considerazione per le tradizioni estranee alla “pissica pissica” pari a zero, esasperazione dei due accordi e… e continuerei per un paio di blog altri.

Poi aggiungiamo i superospiti, per crità, gente in gamba, si… ma non si puo’ basare un appeal su i vari Lucio Dalla, Carmen Consoli e Piero Pelù. Ottimi artisti, si, ma, a parte la finta storia della Consoli, che dovrebbe ridimensionare le cose che afferma, hanno ben poco a che fare con la salvaguardia di una tradizione.

La notte della taranta ha la RESPONSABILITA’ di rappresentare il rilancio di una serie di tipologie (termine di comodo, e ci potrebbe stare, TARANTA) che copre mezza Italia. Lo dovrebbe fare rispettando le linee guida e le NON NOMENCLATURE definite da uno scrupoloso lavoro di ricerca sui territori, cosa che tralatro dovrebbe fare l’istituto Carpitella e che puntualmente… non fa. La notte della taranta ha la responsabilità di ESCLUDERE A PRIORI gli sputtanamenti della moda del momento e di creare una base solida su cui ogni appassionato di musica tradizionale potrebbe riconoscersi. La notte della taranta dovrebbe essere aperta al dialogo e mettere a disposizione il proprio programma di ricerca (inesistente, praticamente) per ben definirlo, renderlo vario, rispettoso e con riferimenti ben precisi.

Ma il fatto più eclatante è tutta la struttura del carrozzone della notte della taranta. Centinaia di migliaia di euro spesi per fumo (no, non buono) e sputtanamenti, e nemmeno un centesimo per la ricerca, la tutela e l’investimento.

Ma il fatto più eclatante è la “presa della bastiglia” e l’elevazione a “Taranta”. E la musica siciliana? E quella calabrese? E le ricerche con le palle? E il cantautorato sui canoni tradizionali? Che è antipatia?

Ma il fatto più eclatante è il rifiuto al dialogo. “Nei modi e nei tempi giusti”, qualcuno mi scrisse. Cazzo, ma che facciamo giochiamo??? Pizzicata.it è anni che vuole concludere un’incontro. E’ anni che si confronta APERTAMENTE su un FORUM pubblico e frequentato da CENTINAIA di appassionati e addetti del settore. Ora basta però.

Ma il fatto più eclatante sono i musicisti che ci vanno a suonare, alla notte della taranta, che, non li capisco, continuano ad adulare un “festival d’immagine” volto a danneggiare loro e la loro terra.

Ma il fatto più eclatante è che Sparagna è pur sempre un professionista, e se gli dicono di fare “A” lui fa “A”.

Ma il fatto più eclatante è il sentirsi dalla parte della ragione.

Ma il fatto più eclatante è la mancanza di rispetto.

Ma il fatto più eclatante è che la moda passerà… e poi? Il pugno di fumo. No, non buono.

Ma il fatto più eclatante è il concentramento dei poteri decisionali che, a poco a poco, sono andati a finire tutti in una persona. No, Sparagna non c’entra…

NB: per postare usate il topic nella home, dove specifico “per i commenti usate questo” che sto tiscali mi ha rotto le palle.