Vincenzo: "Chi cazzo sono io per spiegare la vita?"
Non c’è niente da fare… nel ‘96 ho iniziato e non credo di smettere più. Amare il teatro e farne (seppur in maniera modestissima) parte è forse una delle soddisfazioni più grandi che il sottoscritto possa avere. L’avventura tutt’ora in corso con la C. T. L. Nebros è forse il progetto “artistico” o “culturale” a cui tengo di più e che sento “mio” per una serie di motivi tecnici e sentimentali… ma aver avuto la possibilità di musicare, insieme al mio amico Stefano, lo spettacolo “Mente/Esprit – il Sogno” mi ha dato tanto. Fanculo i clichée dello “sperimentale”, del “capire”, del “comprendere”… e benvenuta cultura dell’emozione.
Complice il Pampero, dico a te Vincenzo, invecchiato mi dicesti: “Ma che vogliono capire! Chi cazzo sono io per spiegare la vita? Cerco di fare emozionare, e se il pubblico si emoziona lo spettacolo ha successo, mica la gente deve capire…”.
FUM, ONDA ENERGETICA, AHOSHOKOHOKEN, SHINKU HADOKEN, CHIDORI E RASENGAN!
FLASH!, insomma. Va.
He si, caro Vincenzo… grazie per gli splendidi momenti. Grazie per avermi fatto camminare scalzo, grazie per avermi pittato la faccia di bianco, che il mimo dei grandi magazzini sembravo. Gazie per aver parlato ininterrottamente per 6 giorni. Grazie per averci accolto, da Pisa a Dijon, passando per il Salento. Grazie per aver ridimensionato la voglia di “comprendere”… prima vengono le emozioni. Il “capire” è relativo, e, a volte, prettamente inutile. Il progetto “Mente/Esprit” ci ha coinvolto alla grande ed il seguito, ne sono sicuro, sarà ancora più emozionante. Saluta le “bimbe”, ci vediamo a Pisa per il Malastrana, con lo stesso spirito, ma con rinnovato vigore scenico e, il tempo è utile, più presente energia musicale.
Yo!


caro marco io ho capito che il cuore e gli sguardi valgono molto, quelli degli amici su tutto e voi siete entrati in questo mio piccolo cuore napoletano. Vederti pittato di bianco e camminare scalzo ed interpretare delle emozioni che il tuo corpo e il tuo animo davano con naturalezza, perchè la tua sensibilità d’uomo e d’artista erano nel luogo giusto e con l’intensità giusta e questo ha emozionato me e il pubblico , la sperimentazione sta nella vita nel teatro sta solo il teatro e la forza evocativa che ha tutto il resto sono etichette date da qualcuno per convenienza. Questa forza mi aiuta a sopravvivere in un mondo malato di distruzionismo, ma chè comunque meraviglioso perchè esistono esseri che si battono con le armi di pace che sono le anime sensibili e tu ne fai parte, non arrenderti e non cedere mai.